Evitare il consumo di frutta e verdura fuori stagione

 

Oggi le cosiddette primizie non esistono quasi più; a forza di anticipare con serre, fitoormoni, sviluppo di nuove varietà il momento della maturazione e del raccolto e con l'aiuto del trasporto aereo, oggi è possibile trovare dal fruttivendolo tutte o quasi le varietà di frutta e verdura in qualsiasi periodo dell'anno.

Al di là del fatto che è così scomparso il piacere di consumare fragole in primavera e uva in autunno, i pomodori in estate e le verze in inverno, due considerazioni si impongono. La prima riguarda il fatto che la maturazione delle specie vegetali avviene nel periodo dell'anno durante il quale il nostro organismo è in grado di trarre il massimo vantaggio dal loro consumo: ad esempio i meloni, le angurie, i cetrioli, ricchi di acqua, maturano nei mesi estivi ed aiutano in quel periodo il nostro organismo a bilanciare la disidratazione provocata dai caldissimi raggi solari; all'opposto, le castagne, le nocciole, le noci, le olive vengono a maturazione in autunno, quando del loro maggior apporto calorico l'organismo ha bisogno per prepararsi adeguatamente alla rigidezza del clima invernale.

La seconda considerazione riguarda il fatto che le piante selezionate e fortemente stimolate nel loro ciclo vegetativo, anche in periodi normalmente dedicati al riposo biologico, sono necessariamente piante più deboli, più facilmente preda di parassiti e di varie malattie. Questo significa molto semplicemente che saranno piante sottoposte più frequentemente a trattamenti disinfestanti e che i residui di questi prodotti chimici saranno più cospicui in questi ortaggi e frutti, piuttosto che in quelli di stagione.

Evitare cotture inopportune
Infatti l'azione del calore altera la composizione dei vegetali, riducendo o eliminando del tutto la presenza di vitamine e sali minerali. Se per la frutta il problema non si pone, per quanto riguarda le verdure vi sono a volte resistenza molto forti per accettare che alcuni ortaggi tradizionalmente consumati solo cotti si possano e si debbano mangiare crudi.

Le obiezioni riguardano per lo più la digeribilità, quando è invece dimostrato che, in seguito ad una buona masticazione, sono molto più digeribili crudi che cotti tutti i seguenti ortaggi: spinaci, porri, peperoni, cavolfiori, sedano, rapa, carciofi, verze e vacoli cappucci, zucchini, rape rosse, ma naturalmente anche finocchi, carote, sedano a coste, radicchio, pomodori ... a volte, quando per ragioni che riguardano più le nostre voglie che la nostra salute, è necessario cuocere le verdure, eviteremo la pensota pressione, la temperatura oltre i 100°C altera più profondamente l'alimento, ed anche la bollitura in molta acqua. Sarà da preferire invece la cottura delle verdure a vapore, (avendo poi cura di riutilizzare la poca acqua che rimanem molto ricca di minerali, per confezionare minestre o risotti) o stufate, in modo che la dispersione delle vitamine e dei minerali sia contenuta e limitata il più possibile.

La cottura non dovrà essere prolungata, ma sufficente per ammorbidire le verudre: i vantaggi saranno non solo per il gusto ma evidentemente anche per le qualità terapeutiche, maggiormente conservate.

Evitare manipolazioni profonde...
come affettare, grattugiare, spremere molto tempo prima del consumo. L'ossigeno e la luce sono infatti due potenti agenti ossidanti, in grado cioè di rendere inattive sostanze come le vitamine e di alterare il gusto o semplicemente l'aspetto del cibo: avete presente la mela grattugiata da qualche minuto o il pomodoro tagliato da ore?

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