Acidi grassi - monoinsaturi - polinsaturi - burro - margarina - olio di oliva -

 

Le caratteristiche differenziano un grasso alimentare dall'altro (es. il burro dall'olio) derivano dalla eprcentuale dei diversi acidi grassi contenuti. Gli acidi grassi, infatti, si dividono in tre gruppi chimici:

acidi grassi saturi: ac. butirrico, ac. capronico, ac. caprilico ...

acidi grassi monoinsaturi: ac. miristoleico, ac. palmitoleico, ac. oleico...

acidi grassi polinsaturi: ac. linoleico, ac. linolenico, ac. arachidomico...

I termini "saturo", "monoinsaturo" e "polinsaturo" significano che gli atomi dei carbonio che entrano a far parte della catena degli acidi grassi sono uniti fra loro da legami più o meno stabili. Negli acidi grassi saturi gli atomi di carbonio sono legati l'uno all'altro da legami stabili e forti. In quelli monoinsaturi, è presente un solo legame instabile, debole. Negli acidi grassi poliinsaturi questi legami instabili sono due o più.

La maggiore o minore stabilità dei legami fra i diversi atomi di carbonio determina la maggiore o minore stabilità dell'acido grasso che li contiene. La presenza di legami insaturi, devoli, fa si che quell'acido grasso sia più sensibile alla presenza di ossigeno, luce o calore: questi fattori sono in grado di favorire la decomposizione del grasso, di iniziare un processo di irrancidimento che rende il grasso stesso di sapore e odore acre e sgradevole.

BURRO: è costituito dalla sostanza grassa del latte che, in seguito all'affioramento spontaneo oppure con la centrifugazione, viene separata dalle altre componenti. In seguito specialmente nel procedimento industriale, questa "crema di latte" viene pastorizzata, arricchita con fermenti selezionati e successivamente sbattuta e lavata per favorire il compattamento dei globuli di grasso e l'eliminazione del latosio residuo e delle eventuali proteine che pregiudicherebbero una buona conservabilità del prodotto. Per poter essere comunque adeguatamente protetto dalle alterazioni provocate dalla luce, dall'ossigeno e dal calore il burro è anche addizionato con conservanti. E' costituitoper l'84% di grassi e quindi fornisce molte calorie: circa 750 ogni 100 grammi. E' inoltre molto ricco di colesterolo: ne contiene fino a 250 mg per 100 grammi. Queste sue caratteristiche ne fanno un alimento che deve essere consumato con cautela e in dosi limitate. Il burro deve essere sempre consumato crudo (inizia a sviluppare sostanze tossiche come l'acroelina già quando è riscaldato a 200°C): coloro che soffrono di qualsiasi malattia, ma soprattutto in caso di obesità, insufficienza epatica, malattie cardiovascolari, ipertensione non lo devono usare. Il suo consumo è tollerato nei bambini.

LARDO E STRUTTO: il lardo è lo strato di grasso presente sotto la pelle del maiale. Per favorirne la conservazione è abbondantemente salato. Lo strutto, ottenuto sottoponendo all'azione del calore (fuoco diretto o vapore) le parti di scarto del maiale ricche di grasso, ma non altrimenti utilizzabili, presenta le stesse caratteristiche nutrizionali del lardo. Sono particolarmente ricchi di acidi grassi saturi e, sia crudi che cotti, sono di difficile digestione. Sono controindicati in ogni caso ed in ogni età.

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OLIO DI OLIVA: l'albero dell'olivo e l'olio estratto dal suo frutto sono elementi antichissimi. Oggi, purtroppo, abbiamo bisogno di un minimo di informazione per scegliere con cognizione tra le molte etichette con cui questo alimento è posto in commercio. A causa di una legge complessa e poco chiara è infatti possibile vendere prodotti ampiamente manipolati e profondamente alterati, potendoli pur sempre chiamare "olio di oliva". In realtà, come risulta da un'attenta lettura della legge, il solo olio degno di questo nome è l'olio extra vergine di oliva, sia perchè è stato ottenuto con semplice spremitura meccanica delle olive, sia perchè non ha subito nessun processo fisico o chimico tale da alternarne il meraviglioso equilibrio; l'olio extra vergine di oliva gode inoltre di un'acidità non superiore all'1% a garanzia degli ottimi caratteri organolettici (cioè del sapore, odore, colore...).

Come già accennato, l'olio extra vergine di oliva ha una composizione in acidi grassi particolarmente equilibrata: accanto ad un 18% di grassi saturi (ci vogliono anche questi!) ed a un 6-9 di grassi polinsaturi (è la stessa percentuale contenuta nel latte materno e risulta la più equilibrata per un uso continuativo) esiste una grossa percentuale (60-80%) di acido oleico, un acido grasso monoinsaturo, particolarmente reistente nei confronti delle aggressioni portate all'olio da luce, calore ed ossigeno. L'olio contiene inoltre la vitamina A e la vitamina E (o tocoferolo), potente fattore antiossidante che dà un notevole contributo alla stabilità e alla resistenza all'irrancidimento. L'uso regolare dell'olio extra vergine di oliva come unico grasso di condimento proviene e favorisce la terapia di molte affezioni: dalle gastriti alle insufficienze epatiche, dai calcoli biliari alla stitichezza. L'unica avvertenza importante è quella di consumare l'olio extra vergine di oliva sempre esclusivamente crudo; l'olio cotto, infatti, è modificato così profondamente nella sua struttura e nella sua digeribilità da renderlo controindicato a tutti.

Olio extra vergine d'oliva... ottenuto meccanicamente dalle olive, previo lavaggio. filtrazione, sedimentazione, senza aver subito manipolazioni chimiche e con un massimo di acidità dell'1% in acido oleico.

Olio sopraffino vergine di oliva ... ottenuto come sopra e con massimo di acidità dell 1,5% in acido oleico.

Olio fino vergine d'oliva ... ottenuto come sopra e con un massimo di acidità del 3% in acido oleico.

Olio vergine di oliva ... ottenuto come sopra e con una massimo di acidità del 4% in acido oleico.

Olio di oliva rettificato ... ottenuto da olii lampanti resi commestibili mediante la sola neutralizzazione con alcali (soda) e manipolazioni fisiche (vapore surriscaldato) con acidità massina dello 0,5% in acido oleico.

Olio di sansa di oliva rettificato ... ottenuto dal olio estratto con solventi dalla sansa di olive e da olio lavato, reso commestibile mediante la sola neutralizzazione con alcali e manipolazioni fisiche, con acidità massima dello 0,5% in acido oleico.

Olio di oliva ... è la miscela di olii di oliva rettificati con olii di oliva vergini, purchè non contenga più del 2% di acido oleico.

Olio di sansa e di oliva ... è la miscela di olio di sansa di oliva rettificato con olii di oliva vergini, purchè non contenga più del 3% in acido oleico.

 

Olio di semi ... il consumo degli olii di semi, ricavati cioè da semi o frutti oleosi come arachide,mais, girasole, soia, vinacciolo ( il piccolo seme dell'uva), colza, ma anche da semi di papavero, di tè, di tabacco, di pomodoro, è enormemente aumentato in questo secolo grazie a delle campagne pubblicitarie false. Vale la pena di rispondere punto per punto a queste affermazioni. E' falso che l'olio di semi sia più leggero e meno grasso: sviluppa infatti 930 calorie per 100 g, quando l'olio di oliva ne dà 901 per 100g.

E' falso che l'olio di semi sia più digeribile: infatti se la digeribilità dell'olio di oliva è uguale a 100, quella dell'olio di girasole è 83, dell'olio di arachidi 81, dell'olio di sesamo 57, dell'olio di mais 36.

E' falso che l'olio di semi sia più adatto alla frittura: infatti la sua particolare ricchezza in acidi grassi polinsaturi determina, molto più che nell'olio di oliva, la formazione durante la cottura di sostanze tossiche, irritanti e cancerogene. Poichè i semi da cui sono estratti gli olii in questione non contengono, come invece l'oliva, le "cellule oleifere", non basta la sola spremitura per ottenere una quantità di olio che sia economicamente conveniente. Si è quindi sviluppata una tecnologia di estrazione che vede nell'uso sistematico dei solventi dei grassi il cardine fondamentale. I solventi usati (esano, etere, benzina, trielina...) sono poi fatti evaporare, ma delle tracce rimangono sicuramente nel prodotto finale. Gli olii di semi sono poi sottoposti, dopo l'estrazione, a trattamenti con alcali per ridurne l'eccessiva acidità, a procedimenti di decolorazione e di deodorazione attraverso l'uso di filtri a carboni attivi e di vapore a 170-180°. Questi trattamenti piuttosto spinti ci danno un prodotto incolore,inodore, insapore (adatto quindi all'immagine di "leggerezza" che questi olii hanno), ma anche impoverito di vitamine e di elementi antiossidanti. Come fare allora, per approfittare delle effettive proprietà benefiche dei semi oleosi e, in particolare, degli acidi grassi polinsaturi in essi contenti? La cosa più semplice è quella di mangiare direttamente i semi.

 

Margarina ... per la legislazione italiana, si possono fabbricare le margarine con tutti i tipi di grassi, sia di origine animale che vegetale, fatta eccezione per il burro e il grasso di maiale. Si sono quindi usati, e si usano, i grassi più diversi: dagli olii di semi (inclusi quelli di palma e palmisto) al grasso di bue e di montone fino all'olio estratto dalla balena e dalla foca. Per migliorare l'aspetto della margarina e per facilitarne la conservazione la legge prevede anche in questo caso l'aggiunta di una serie di additivi (principalmente emulsionanti e conservanti). L'uso della margarina al posto del burro e dell'olio di semi al posto di quello di oliva si è imposto e si mantiene esclusivamente per l'intensa campagna e pressione pubblicitaria: in mancanza di questa, non c'è dubbio che il consumo di alimenti così scadenti anche dal punto di vista organoelettico, si ridimensionerebbe in modo molto rapido.

 

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