
Flessioni bilanciere al petto
fase A: si raccomanda la completa distensione
delle braccia nella fase di partenza e nella fase di ritorno.

Flessioni bilanciere al petto fase B:
portare il bilanciere al petto poi sollevare ambedue i gomiti per favorire
la massima concentrazione.

Curl concentrato da seduti
Diventa quindi assai importante
mettere a confronto due esercizi tra i più conosciuti per questo
muscolo: le flessioni su panca Scott e quelle su panca inclinata.
BICIPITI SU PANCA SCOTT
La panca Scott ci offre un appoggio più
saldo del braccio coinvolto, la possibilità di mantenere un'anteposizione
dell'arto superiore, con la conseguenza di poter neutralizzare in parte
l'intervento del capo lungo del bicipite brachiale - che, ricordiamolo,
è un muscolo biarticolare, passando a ponte sia sull'articolazione
del gomito che su quella scapolo omerale -, inducendo in questo modo
uno stimolo maggiore sul capo breve e sul muscolo brachiale e brachioradiale.

La quota di intervento sul capo breve del bicipite brachiale e sugli
altri due flessori aumenta all'aumentare dell'anteposizione del braccio,
grazie al maggiore pre-accorciamento del capo lungo; ma l'inclinazione
della panca implica anche il modificarsi di un altro parametro dello
stimolo biomeccanico: il rapporto angolo morto/picco di contrazione.

Nella posizione neutra,
con il braccio allineato al corpo, il picco di contrazione viene raggiunto
in corrispondenza dei 90° di flessione, con un angolo morto nei
primi e negli ultimi gradi di escursione articolare.
Sulla panca Scott, invece, il picco di contrazione viene anticipato
durante l'arco di movimento in funzione del grado di inclinazione della
panca stessa. Se, ad esempio, l'inclinazione fosse di 45 gradi, il picco
di contrazione verrebbe raggiunto a 45° di flessione dell'avambraccio.
Con queste premesse si allenerebbero i muscoli coinvolti in condizione
di allungamento, diversamente da quanto accade nella posizione neutra,
con pesi liberi, in cui vengono sollecitati in condizione di semi-accorciamento.
Un limite di questo esercizio è rappresentato dalla mancanza
di possibilità di modificare l'inclinazione della panca Scott,
cosa che consentirebbe una maggiore diversificazione degli stimoli allenanti.
Infatti in questa ipotesi si avrebbe la possibilità non solo
di incrementare o diminuire il grado di pre-accorciamento del capo lungo
del bicipite brachiale, e quindi il coinvolgimento più o meno
elevato del capo breve e degli agonisti, ma si permetterebbe tuttavia
anche di variare il punto in cui viene raggiunto il picco di contrazione.
Questo esercizio è adatto ad allenare soprattutto il capo breve
del bicipite brachiale, oltre al brachiale ed al brachioradiale, ma
in condizione di allungamento muscolare.
BICIPITI SU PANCA INCLINATA
Questa versione, al contrario
della precedente, permette di ottenere esattamente l'effetto opposto
grazie alla posizione che si assume sulla panca.
L'atleta, infatti, sedendosi su una panca opportunamente inclinata si
ritrova con le braccia in retroposizione e quindi in condizione di pre-allungamento
del capo lungo del bicipite brachiale, con la conseguenza di favorirne
un migliore coinvolgimento. Verrà dunque sollecitato maggiormente
questo capo del bicipite, a "discapito " di un minore intervento
del capo breve e degli agonisti.
Il lavoro maggiore infatti viene realizzato tra i 60 ed i 120 gradi
di escursione, con la massima contrazione a 90 gradi, e pertanto con
una sollecitazione in condizioni di semi- accorciamento muscolare. Questo
accade perchè il braccio rimane in posizione verticale rispetto
al suolo, anche se durante il movimento può, specie nell'esecuzione
degli atleti più esperti, spostarsi leggermente in avanti nel
tentativo di una migliore sollecitazione del bicipite. Un vantaggio
presente in questa versione, assente sulla panca Scott, è invece
la possibilità di modificare a piacere l'inclinazione dello schienale.
In questo caso, maggiore è l'inclinazione e superiore sarà
il pre-allungamento del capo lungo del bicipite e pertanto il suo coinvolgimento.
Questo esercizio risulta pertanto più adatto a sollecitare il
capo lungo del bicipite brachiale in condizione di semi-accorciamento.
In entrambe le versioni poi è possibile l'uso dei cavi, che andrebbero
ad ampliare ulteriormente la gamma delle varianti a disposizione per
ottenere una più ricca gamma di soluzioni allenanti, adatte a
soddisfare ogni esigenza - ma soprattutto ciò che è più
importante in allenamento: la diversificazione degli stimoli.

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