GLI ALIMENTI PROTEICI

alimenti proteici - la carne
 

Le proteine sono l'elemento biochimico principale che costituisce la struttura dell'organismo. La loro funzione è quella di fornire il "materiale da costruzione" per il nostro corpo; si dimentica spesso però che le proteine possono svolgere anche una funione energetica (anche se con qualche sforzo da parte del fegato e con la produzione di qualche scoria in più rispetto agli zuccheri); le proteine infine giocano un ruolo fondamentale anche nel favorire il funzionamento del metabolismo: gli enzimi, senza i quali le reazioni chimiche dell'organismo non potrebbero avvenire, sono proteine, ormoni come l'insulina sono proteine.

Le proteine esistenti sono molte e diverse per funzione e struttura; tutte sono però costituite da una ventina di amminoacidi che, variamente alternati e ripetuti anche per migliaia di volte, sono alla base delle loro diverse caratteristiche. Gli amminoacidi sono quindi una sorta di "mattoncini", i costituenti elementari, più semplici, delle proteine. Gli altri amminoacidi, al contrario, se non sono presenti nei cibi, possono essere costruiti dall'organismo a partire dalle altre sostanze nutritive e sono detti per questo "non essenziali".

Dalla presenza o meno soprattutto degli amminoacidi essenziali deriva il concetto di "valore biologico" delle proteine: questo valore esprime in pratica la possibilità che le proteine di un determinato cibo siano utilizzate adeguatamente dal nostro organismo. Facendeo un elenco, in ordine decrescente, dei cibi proteici secondo il loro valore biologico si dovrà iniziare dall'uovo, per proseguire poi con il latte, yogurt, formaggio, carne, pesce e, infine, legumi e cereali (nella forma integrale contengono in media il 10% di proteine).

Il fabbisogno giornaliero di proteine è attualmente indicato in 1g per chilo di peso corporeo al giorno (per i bambini di circa 5/6 anni il fabbisogno è il doppio e poi va calando con il passare degli anni).

Alcuni studi internazionali ritengono peraltro che sia sufficiente, sempre per l'adulto, mezzo grammo per chilo di peso. Prendendo per buono il fabbisogno maggiore, ne deriva che una persona adulta dovrà consumare giornalmente non più di 60/70g di proteine. Questo limite è largamente superato se teniamo presente che la razione media giornaliera di carne è circa 200g, che da soli valgono già 40g di proteine. Se poi si aggiungono il latte, una piccola porzione di formaggio o un uovo e le proteine contenute in legumi e cereali arriviamo facilmente a più di 100g di proteine al giorno, una quantià decisamente eccessiva.

Le conseguenze sulla nostra salute dell'eccesso proteico (specialmente se di derivazione animale) sono già state ricordate, ma è bene riassumerle brevemente: ipercolesterolemia e arteriosclerosi, infarto cardiaco, insufficienza renale ed epatica, iperuricemia, cancro intestinale e al seno.

CARNE: il consumo della carne nei paesi occidentali industrializzati è notevolmente aumentato (da 40anni circa) fino a valori che, almeno in Italia, non avevano mai trovato riscontro nella storia. Nelle nostre regioni, infatti, da un consumo di 20/30 kg di carne e pesce a testa all'anno si è passati rapidamente, in poco più di 30 anni, a quantitativi che si assestano sugli 80 kg a testa all'anno. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: le malattie cardiovascolari, molti tumori, parecchie malattie degenerative, la gran parte, insomma, delle più frequenti cause di morte sono al giorno d'oggi legate anche ad un'alimentazione troppo ricca di carne.

————————————————————————————————————

Curiosità ... anche se sembra che l'uomo sia diventato un carnivoro, ad alcune attente osservazioni di anatomia balza agli occhi la stuttura di animale più adatto a cibarsi di vegetali (frutta,radici,foglie e semi). La dentatura dell'uomo, con i canini poco sviluppati, differisce moltissimo da quella dei carnivori. Lo stesso movimento laterale della mandibola dell'uomo, adatto per sfruttare al meglio la possibilità di triturare con i molari noci, mandorle e vegetali in genere, non è presente nei carnvori, che non masticano la carne, ma la strappano a grossi brandelli che poi lo somaco provvederà a digerire. La stessa lunghezza dell'intestino ci differenzia dai carnivori, che lo posseggono molto più corto. L'uomo inoltre non è provvisto di artigli per ghermire la preda, nè di una vista o udito così acuti come i carnivori e nemmeno la sua muscolatura gli consentirebbe di fare balzi o di correre così velocemente e a lungo tanto da poter raggiungere un qualsiasi animale. Era molto più semplice per i nostri pregenitori, anche se probabilmente erano molto più agili di noi, limitarsi a raccogliere e a mangiare prevalentemente vegetali: frutta, radici, germogli, foglie commerstibili; solo occasionalmente questa dieta vegetariana poteva essere integrata da piccoli animali, uova o grosse prede di più difficile cattura. D'altra parte la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, insieme alla FAO e all'UNESCO, afferma testualmente:" E' falso che le diete vegetariane indeboliscano il fisico, e non favoriscano la crescita. Un'alimentazione vegetariana ben equilibrata può sviluppare i muscoli, produrre energia e forza più di un'alimentazione a base di prodotti animali. E' sufficiente che i cibi vegetali vengano consumati in quantità appropriate. E' falso che la maggior parte dei sistemi di alimentazione dei paesi in via di sviluppo manchino di proteine. Tranne poche eccezioni, la malnutrizione è causata solo da un'alimentazione insufficiente."

————————————————————————————————————

La carne è composta fondamentalmente da acqua, proteine, grassi e minerali essendo i glicidi (o zuccheri) scarsamente rappresentati (solo la carne di cavallo). La presenza di acqua, variabile tra il 70 e 80 %, è maggiore nelle carni animali giovani e provenienti dagli allevamenti (polli novelli, vitelli ...) e più ridotta nelle carni di animali vecchi e nella selvaggina. Le proteine della carne, sono presenti in una quantià che varia dal 16 al 22%, in relazione all'età dell'animale e al contenuto in grasso. La possibilità che queste proteine vengano digerite facilmente dipende in larga parte del metodo di cottura: un alta temperatura, caratteristica di preparazioni come arrosti o fritture, altera profondamente la struttura proteica, dando origine a sostanze tossiche e cancerogene e rendono comunque la carne di difficile digestione. Al contrario, temperature di cottura più basse, come quelle impiegate per ottenere stufati, brasati o lessi, garantiscono una migliore digeribilità.

I ruminanti, a differenza degli altri animali, danno carni che contengono grassi costituiti per la quasi totalità da acidi grassi saturi in quanto i batteri presnti nel rumine saturano tutti i grassi ingeriti. Sono quindi queste le carni il cui consumo deve essere più saltuario. I sali minerali sono presenti in misura ridottissima (solamente l'1%): è discreto solo l'apporto di ferro e fosforo. Le vitamine, nella carne, sono contenute in quantità scarsamente significative, ad eccezione di quelle del gruppo B presenti nel fegato, un organo che un tempo poteva avere una sua importanza nutritivo-terapeutica (in caso di anemia veniva somministrato crudo) ma che attualmente, a causa dei metodi di allevamento, risulta l'organo più inquinato. Questi finora descritti sono i costituenti "ufficili" della carne. In realtà in una bistecca o in un petto di pollo sono contenuti anche i residui di quei farmaci, come l'ormone femminili (cancerogeni) o antitiroidei, che sono utilizzati con tutti i crismi della legalità dall'estero (su animali poi imporati in Italia) e in modo fraudolento dai nostri allevatori per far aumentare più velocemente il contenuto di acqua e di grasso ( e quindi il peso) negli animali.

Le condizioni di salute di questi animali sono precarie ed esiste spesso la necessità dell'intervento del veterinario con uso (o abuso) di sostanze antibiotiche: infatti gli antibiotici sono contenuti nei mangimi e sono quindi presenti nell'alimentazione di tutti gli animali, che usufruiscono così di una sorta di "ombrello" che li ripara dalle malattie. Le loro carni, e soprattutto il fegato, sono quindi ricche dei residui di questi farmaci, residui che vengono introdotti con le carni anche nel nostro organismo.

Non solo la carne oggi è consumata in quantità eccessiva, ma quella disponibile attualmente è quindi anche un alimento estremamente inquinato e pericoloso per la salute. Le norme per un uso ragionevole utilizzo possono essere queste:

  • ricercare carne proveniente da animali allevati naturalmente, non in modo industriale.
  • ridurre il consumo ad una sola volta alla settimana (ricordando che la carne è anche il prosciutto o la carne in scatola).
  • non accompagnare il consumo di cibi incompatibili dal punto di vista digestivo (gli altri cibi proteici e i primi piatti).
  • evitare la cottura ad alte temperature.
  • favorirne la digestione con abbondanti insalate miste di verdure crude (non con patate fritte).
  • non introdurla precocemente nella dieta dei bambini...comunque dopo l'introduzione di formaggi, uova e pesce.

    I salumi, per ottenere i quali viene utilizzata la carne di suino da sola oppure miscelata con quella bovina ed equina, possono essere crudi (salsiccia, salame, prosciutto crudo, coppa, pancetta ...) o cotti ( prosciutto cotto, mortadella di Bologna, wustel...)ma in ogni caso sono abbondantemente addizionati con sostanze conservanti e "cosmetiche". I salumi sono prodotti, nati per conservare la carne dopo l'uccisione dell'animale, il cui consumo abituale è da sconsigliare in modo categorico, sia per la ricordata maggior quantità di sostanze chimiche contenute, sia perchè, specialmente i salumi macinati, vengono prodotti spesso con parti di scarto (cotenne, tendini, cartilagini ...) o con visceri non commerciabili (uteri, reni ...)

    La carne in scatola è prodotta in genere con carne congelata, di animali vecchi o non adatti per essere inseriti nel mercato. Dopo la cottura, la carne è additivata con aromi vari, sale, nitriti e nitrati per conservare il colore rosso (infatti il lesso casalingo è di colore marrone-grigio, mai rosato!) e successivamente inscatolata. La legge italiana non prevede il contenuto minimo di carne nella scatola: in realtà si aggira in media al 40%. Il rimanente è costituito da acqua e gelatina, una sostanza ottenuta bollengo a lungo tempo le parti dell'animale ricche di collagene (tendini, cartilagini, ecc...) Il prodotto inscatolato è poi sterilizzato per permettere una prolungata conservazione.

    Pesce - Uovo - Latte