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IL GRANDE
DORSALE
Il grande dorsale
occupa la regione posteriore del tronco ricoprendo gran parte della schiena,
mettendo in particolare rilievo la regione laterale, fino a raggiungere
al centro la colonna vertebrale ed in basso il bacino.

La muscolatura del gran dorsale si
allarga a ventaglio obliquamente raggiungendo e inserendosi nella
parte inferiore del tronco, il bacino , contribuendo a mobilizzare la
cerniera dorso-lombare. E' proprio il collegamento dorso-lombare
che permette al gran dorsale di mettersi in risalto nel suo classico aspetto
donando visivamente alla schiena, quando è ben sviluppato, il bellissimo
aspetto a V. Il gran dorsale utilizza tre articolazioni: per gli arti
superiori, l'articolazione scapolo omerale; per il tronco, l'articolazione
scapolo-toracica; e per il tratto rachide-bacino, l'articolazione
formata dalle vertebre dorsali e lombari.
A livello dell'arto superiore, partecipa attivamente agli abbassamenti
di questo rispetto al tronco a partire dalla sua verticale, quindi adduce
(sul piano frontale) ed estende (sul piano laterale) il braccio avvicinandolo
in ambo i casi al torace. Inoltre, dato l'aggancio anteriore sull'omero,
partecipa alla rotazione interna di quest'ultimo; e indirettamente partecipa
all'abbassamento e alla retro- posizione del moncone della spalla.
A livello della colonna vertebrale, collabora ad alcuni movimenti del
rachide sfruttando la cerniera lombo-dorsale, per cui sul piano frontale,
ruota e inclina lateralmente il tronco grazie alla mobilità delle
vertebre dorsali; estende posteriormente, sul piano laterale, il tronco
sul bacino o vice versa il bacino sul tronco grazie alla mobilità
delle vertebre lombari.
Il suo principale compito è legato alla dinamicità dell'arto
superiore, rendendolo attivo in tutti quei movimenti di avvicinamento
del braccio al dorso; inoltre, pur non essendo sostanzialmente collegato
alla scapola è in grado di articolarla indietro verso la colonna.
Nella pratica il lavoro del grande dorsale è ben raffigurato nel
movimento di vogata effettuato dai canottieri, dove entra in gioco per
muovere contemporaneamente tre segmenti corporei: avvicinando il braccio
al tronco, portando indietro il cingolo scapolare, estendendo la colonna
vertebrale. Quando è richiesto un lavoro di potenziamento specifico
del grande dorsale è importante isolarlo il più possibile
da gli altri muscoli della schiena.
Vediamo come: portare in alto gli arti superiori fino a 180 gradi di anteposizione,
ruotando esternamente le braccia col palmo delle mani rivolto di fronte
per "srotolare" il grande dorsale (esempio è l'esercizio
su panca inclinata ai cavi
..). Assumere un postura di cifosi dorsale
per allungarlo rispetto al torace, conservando tale posizione durante
tutto il movimento di avvicinamento delle braccia per limitare l'intervento
dei muscoli del centro-schiena (romboide e trapezio medio);
mantenere il bacino in retroversione per allontanare ulteriormente il
grande dorsale rispetto all'inserzione sul bacino. Il relativo movimento
da effettuare alla lat-machine (con impugnatura inversa) è effettuato
dalle braccia che si avvicinano al torace, portando i gomiti verso le
creste iliache del bacino.
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