Nei tempi lontani si è sofferto per carenze alimentari di vario genere, oggi invece, nei paesi industrializzati il problema è al contrario.Bisogna fronteggiare molte patologie che traggono origine da una dieta eccessivamente ricca di alimenti, di zucchero e di sale.

Il consumo della carne si è quadruplicato, quello dei grassi di condimento è aumentato di quasi tre volte, il latte e i suoi derivati sono almeno raddoppiati e il consumo di zucchero è aumentato di cinque volte.(forse anche di più).

Numerosi studi hanno rivelato la presenza di infiltrazioni di grasso nelle arterie dei bambini allattati artificialmente. Numerose ricerche sono ormai in grado di confermare una correlazione fra il consumo di latticini e di carne e l'incidenza dei tumori della mammella e dell'utero.

Ma da dove provengono i tanto vituperati grassi animali; e in particolare il colesterolo?...

La maggior quantità di grassi è nascosta e fa parte integrante di alimenti molto comuni sulle nostre tavole come carne, insaccati, uova, latte e formaggi, cioccolato e dolci in genere (ricordiamo lo zucchero!).

Lo zucchero (o saccarosio) è composto di due zuccheri semplici: glucosio e fruttosio. Il saccarosio è estratto dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, raffinato con procedimenti chimici complessi, affinchè vengono allontanate tutte le "impurità" così si ottiene il prodotto bianco.A questo punto lo zucchero è diventato apportatore di calorie pure "calorie nude", senza elementi che possono favorire la loro utilizzazione da parte dell'organismo. esempio le vitamine B o gli enzimi.

L'uso dello zucchero è collegato a parecchie patologie es. l'obesità, infatti essendo lo zucchero energia in forma pura, se non è utilizzato immediatamente, si deposita sotto forma di grasso nel fegato e nei tessuti di riserva, sotto la pelle. Lo zucchero predispone anche all'arteriosclerosi in quanto i grassi del sangue in eccesso si depositano all'interno dei vasi sanguigni, dando inizio all'indurimento. Favorisce anche uno scompenso del pancreas, la giandola che produce l'insulina. a lungo andare il pancreas si "esaurisce" e le sue risorse funzionali diventano insufficienti alle esigenze organiche: così ecco che appare il diabete mellito, caratterizzato dalla presenza di una quantità eccessiva di glucosio nel sangue e nelle urine. La carie dentaria, patologia che affligge la popolazione in età scolare, è da sempre collegata al consumo dello zucchero. In definitiva non potrebbe neppure essere definito "alimento", ma "non alimento" dal suo consumo abituale infatti non ne deriva un rafforzamento, bensì un indebolimento dell'organismo e delle sue difese nei confronti delle malattie.

 

Lo sapete che il sale da cucina usulamente adoperato per indaporite i cibi non è solo, (come dovrebbe essere) il risultato dell'evaporazione dell'acqua di mare, ma è invece ottenuto dopo ripetuti lavaggi per allontanare quegli elementi ritenuti a torto inquinanti il sale stesso. Infatti nell'acqua di mare sono pesenti una varietà notevolissima di elementi chimici.

Il sale marino non raffinato, detto anche sale marino integrale, costituisce una miniera straordinaria e perfettamente bilanciata di oligoelementi, indispensabili per il corretto svolgersi delle reazioni metaboliche. Il sale marino integrale è la fonte più pratica e natrale per mantenere o ristabilire un equilibrio degli elementi minerali nel nostro organismo.

Ma il consumo di sale marino integrale al posto del sale raffinato si impone per un altra serie di considerazioni ... L'eccesso di sale raffinato contribuisce all'irrigidimento delle arterie e provoca una forte ritenzione di acqua: questi due fattori sono alla base dell'aumento della pressione arteriosa, poi a sua volta determinerà altre conseguenze come insufficenza renale, emorragie, difficoltà cardiache.

Il sale marino integrale, per la sua ricchezza di elementi minerali, aggiunge sapidità ai cibi con dosi più ridotte rispetto al sale raffinato. Questo cambiamento nelle abitudini culinarie ed alimentari, assieme ad una rieducazione del gusto, ridurrà sensibilmente la quantità di cloruro di sodio presente nella dieta.