Vi
è ormai ampio accordo nel mondo scientifico sul fatto che le malattie
oggi più frequenti siano in rapporto con il tipo di alimentazione maggiormente
diffuso. Negli ultimi venti anni la nostra alimentazione è cambiata,
in senso quantitativo e qualitativo, così velocemente da non lasciare
il tempo al nostro organismo di adattarvisi: il risultato sono le malattie cronico-degenerative
che costituiscono oggi la principale causa di malessere e di morte (cancro, malattie
metaboliche e cardiocircolatorie, artrosi, malattie autoimmunitarie ...)
Le
caratteristiche di questo modo di mangiare si possono così riassumere:
eccesso
calorico
Consumiamo
circa 1000 calorie in più rispetto al nostro fabbisogno giornaliero,
pur conducendo un tipo di vita sostanzialmente sedentario. Il risultato dell'eccesso
calorico porta dritto dritto al sovrappeso all'obesità. Queste condizioni,
di grande rilevanza non solo perchè l'immagine accettata socialmente oggi
non prevede la "pancetta", ma soprattutto perchè interessano
almeno il 30% degli adulti, sono legate a loro volta ad altre situazioni morbose:
dal diabete all'ipertensione, da alcuni tumori alle patologie scheletriche ...
Quali
le possibili cause di questo vero e proprio flagello sanitario? In questo
senso la ricerca valorizza, fattori di ordine psicologico come stati di ansia
e di insoddisfazione, carenze affettive, insicurezze, per compensare le quali
si tende a mangiare di più, soprattutto dolci e stuzzichini.
D'altra
parte questo meccanismo, applicato spesso anche nell'età adulta, è
stato appreso e inculcato fin dalla più tenera età: quante volte
i genitori allungano la caramella, il biscotto, il pezzo di pane, il succhiotto
al bambino che piange? Se l'adulto non è attento, non cerca di capire,
ma risponde sempre nello stesso modo, il bambino imparerà che agli "stress"
si potrà rispondere mangiando.
Queste
osservazioni non esauriscono la vasta gamma delle motivazioni dell'obesità:
ve ne sono altre due che meritano qualche considerazione.
Innanzitutto
mangiamo troppo perchè mangiamo troppo in fretta e, in secondo luogo, mangiamo
troppo perchè ci alimentiamo con cibi molto poveri, dal punto di vista
qualitativo. E' evidente che il mangiare adagio, masticando bene, permette
al meccanismo della sazietà di regolare e di limitare l'introduzione del
cibo nel nostro organismo.
La
seconda motivazione sopra ricordata (mangiamo troppo perchè il nostro
cibo è povero qualitativamente) non è di solito citata negli
ormai numerosi studi sull'obesità e le sue complicanze, ma è probabilmente,
oggi, una delle più importanti. Le esigenze fisiologiche dell'organismo,
per quello che riguarda la nutrizione, non sono soddisfatte solo da zuccheri (o
glucidi), grassi e proteine, ma anche dall'apporto adeguanto di altri fattori
vitali presenti nel cibo. Questi fattori sono costituiti da vitamine, minerali
presenti in quantità ridotta (oligoelementi), biostimoline, amminoacidi
essenziali, acidi grassi essenziali, flora batterica propria dei cibi stessi.
Il
tipo di agricoltura e di allevamento oggi diffusi, con l'impiego massiccio di
prodotti chimici, danno come risultato alimenti già poveri all'origine
degli elementi sopra ricordati. A questo punto la necessità, per coloro
i quali si cibano prevalentemente di alimenti " tecnologici", di aumentarne
l'introduzione potrebbe servire a compensare la "fame" di elementi vitali
di cui l'organismo ha estremo bisogno.
E'
chiaro che questo si traduce in un surplus calorico che faciliterà il sovrappeso
e l'obesità. In effetti succede molto spesso che mangiando in modo più
naturale (cioè consumando una maggior quantità di frutta, verdura,
cereali) la quantità di cibo necessaria per raggiungere la sazietà
si riduce spontaneamente contribuendo così a risolvere, per chi ce l'ha,
il problema del peso eccessivo.
Mappa-alimentazione