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latte - latticini - pesci - uova -

 

Di mare o di acqua dolce, il pesce è in genere un alimento meno inquinato della carne. Tuttavia anche i prodotti ittici non sfuggono alla regola generale per cui sembra che il nostro cibo debba ormai contenere sempre anche sostanze estranee e tossiche.

In particolare esistono due tipi di inquinamento. Il primo, di tipo batterico, può interessare i mitili o cozze. In realtà questo pericolo è attualmente molto limitato in quanto questi molluschi, prima di essere immessi al consumo, devono effettuare un periodo di quarantena in acque controllate dal punto di vista batteriologico.

Molto più grave è il secondo tipo di inquinamento, dovuto alla presenza nel mare di metalli tossici come mercurio, rame, piombo, cadmio ... Queste sostanze vengono concentrate in misura sempre maggiore passando dai pesci di piccola taglia ai più grossi predatori come il tonno o il pesce spada.

A parte queste perplessità il pesce è comunque un alimento di discreto valore, soprattutto per il suo particolare contenuto in grassi, costituiti in buona parte da acidi grassi polinsaturi. Questi ultimi sono in grado di diminuire la quantità di colesterolo nel sangue e di prevenire quindi l'arteiosclerosi e le sue complicazioni. La quantità del grasso varia nei diversi pesci (vedi tabella). Il contenuto proteico è generalmente buono e varia dal 12/14% fino anche al 30%, il valore biologico è molto simile a quello della carne.

Le vitamine contenute nei pesci sono essenzialmente il gruppo B, la vitamina A e la vitamina D. Gli elementi minerali più rappresentati sono il sodio, il fosforo, il calcio, lo iodio, il fluoro, mentre il ferro è apprezzabile in alcuni molluschi.

Requisito essenziale del pesce è la sua freschezza; essendo esperti, la si può apprezzare valutando l'odore, la consistenza, l'aspetto delle squame, della pelle, dell'occhio.

Pesci elencati secondo il contenuto in grassi g/100

Grassi : anguilla (23,7) - capitone(21,5) anguilla di mare (18,7) salmone (11,2) sgombro (11,1)

Semigrassi: tonno (8,0) triglia (7,0) carpa (7,0) cefalo (6,8) sardina (5,2) pesce spada(4,0) dentice (3,6) barbo(3,1) trota (3,0)

Magri: cavedano (2,8) merluzzo (2,6) acciuga (2,6) vongola (2,5) cozza (2,0) aragosta (1,9) sogliola (1,7) calamaro (1,7) tinca (1,6) spigola (1,5) scorfano (1,4) seppia (1,4) rombo(1,3) palombo (1,2) orata (1,0) gambero (0,9) scampo (0,9) cernia (0,7) luccio (0,7).

Il metodo migliore per cuocere il pesce è lessarlo in acqua (con aromi) oppure a vapore; la frittura, al contrario, lo rende un alimento indigesto, molto ricco di grassi alterati dal calore e perciò controindicato a tutti. Il pesce è controindicato a coloro che soffrono di malattie allergiche e, per la sua ricchezza in purine, anche agli iperuricemici e ai gottosi.
LATTE - LATTICINI

La parola latte è usata per indicare sempre e solamente il latte di mucca: per riferirsi al latte di altri mammiferi la legge italiana dispone che sia necessaria l'indicazione dell'animale di provenienza. Ogni specie produce un latte con caratteristiche particolari, adatte allo sviluppo dei propri piccoli. E' evidente il maggior contenuto proteico e minerale del latte di mucca, più adatto ai ritmi di sviluppo e alla stazza del vitello e che ci spiega meglio come mai quei bambini grandi consumatori di latte e di latticini siano poi quelli più "rotondi" quelli che crescono meglio e più in fretta.

Le proteine del siero (lattoferrina, immunoglobulina, lisozima) costituiscono nel latte di donna almeno il 50% delle proteine disponibili contro un 15/20% nel latte vaccino): questo fatto è molto importante se pensiamo che la funzione di queste sostanze è quella di garantire una protezione anticorporale e una difesa nei confronti dei germi patogeni per il bambino.

Gli zuccheri sono rappresentati dal lattosio (un disaccaride costituito da glucosio e galattosio). Questi zuccheri, presenti in quantità ridotta, svolgono un'importante azione di regolazione sulla fermentazione intestinale del lattosio.

Sono presenti molte vitamine, ma alcune (la vitamina A,B,C), in misura scarsa. Il latte, essendo un alimento facilmente inquinabile da microorganismi patogeni, sia all'origine sia dopo la mungitura, per poter essere commerciato deve essere sottoposto a trattamenti idonei a garantirne l'igienicità e la conservazione.

Questi interventi sono sostanzialmente due:

la pastorizzazione: che consiste nel riscaldare il latte alla temperatura di 72-80°C per 15-20 secondi e nel successivo raffreddamento rapido. Con questo procedimento si distruggono tutti i germi patogeni, ma restano ancora vitali gli importanti batteri non patogeni;

la sterilizzazione: è il trattamento termico più radicale che distrugge tutta la flora batterica del latte. A causa di queste profonde alterazioni, questo latte è decisamente da sconsigliare, soprattutto se usato per l'alimentazione infantile. Il latte in commercio subisce anche ulteriori manipolazioni: l'omogeneizzazione e la scrematura. L'omogenizzazione consiste nel far passare a pressione il latte attraverso piccolissimi ugelli in modo tale che i globuli di grasso di dimensioni maggiori si rompano: si aumenta in questo modo la digeribilità del latte e si impedisce che la crema affiori in superficie. La scrematura consiste nell'allontanare dal latte i grassi che superano la percentuale fissata dalla legge:

  • il latte intero deve contenere un minimo di 3,2% di grassi;
  • il latte parzialmente scremato contiene da un minimo di 1% fino a un massimo di 1,8% di grassi;
  • il latte scremato contiene un massimo di 0,5% di grassi.

Il latte è un alimento prezioso, ma molto spesso il suo consumo è accompagnato da intolleranze e disturbi digestivi. Il consiglio è quello di passare al consumo del latte acido o yogurt che ben difficilmente darà gli stessi fenomeni di intolleranza.

                composizione latte vaccino... grammi per litro

                • acqua 882
                • proteine 35
                • grassi 37
                • zuccheri 48
                • sali minerali 7

                   

YOGURT

Ottenuto dal latte mediante l'inoculazione di batteri specifici come il Lactobacillus Bulgaricus e lo Streptococcus Thermophilus. Questi batteri operano in pratica una predigestione sui più importanti costituenti del latte: il lattosio viene trasformato in buona parte in acido lattico, le proteine sono parzialmente coagulate e anche i grassi sono molto più digeribili. Lo yogurt è quindi un alimento diverso dal latte, molto più ricco, più digeribile, con spiccate caratteristiche di regolazione sulla flora batterica intestinale. E' indicato in caso di qualsiasi malattia, ma in particolare nelle gastriti e nelle ulcere, in caso di fermentazioni intestinali, nelle stitichezze e nelle diarree, nelle coliti in genere e nelle cure disintossicanti. E' possibile trasformare il latte in yogurt con metodo casalingo (utilizzando una yogurtiera oppure attraverso la semplice inseminazione del latte con le colonie dei batteri adatti) o, in alternativa, acquistarlo già pronto. Esistono in commercio dei prodotti confezionati in modo simile allo yogurt, ma che da questo differiscono sostanzialmente. Il vero yogurt deve riportare sulla confezione la scritta "fermenti vivi".

FORMAGGIO

 

Il formaggio è il prodotto che si ricava dal latte intero o parzialmente o totalmente scremato, oppure dalla crema in seguito a coagulazione acida o presamica. La fabbricazione del formaggio richiede molti passaggi successivi (maturazione del latte, pastorizzazione, insemenzamento, riscaldamento, inserimento del coagulo, rottura della cagliata, cottura della cagliata, formatura, slatura, maturazione), dalla presenza dell'una o dall'assenza dell'altra di queste operazioni dipende il tipo di formaggio ottenuto e le sue qualità nutritivo-organoelettiche.

I criteri di classificazione possono essere: la cottura della cagliata (formaggi crudi, semicotti, cotti), la consistenza (formaggi a pasta pressata, dura, soda, molle,fresca,), la velocità della maturazione (maturazione rapida, media,lenta), la presenza di muffe (formaggi erborinati), ecc. Una distinzione più utile dal punto di vista nutrizionale sembra essere quella fra formaggi freschi che non superano i 30-40 giorni di stagionatura(crescenza, taleggio, italico, mozzarella, asiago giovane, scamorza, stracchino, caprino, caciotta, casatella ...) e formaggi stagionati.

Infatti in questi prodotti la presenza abbondante di acqua porta a ridurre la quota di sali, di grassi e di proteine, rendendoli formaggi meno "concentrati" di quelli a lunga stagionatura e quindi meno impegnativi per il fegato e per i reni. Le proteine dei formaggi sono di buona qualità, superiori a quelle della carne. I sali minerali maggiormente presenti sono calcio e fosforo, ma non sempre sono assorbiti in modo ottimale.

Una nota meritano due prodotti: la ricotta e i formaggini.

La ricotta è ottenuta facendo riscaldare nuovamente (ricuocere) il siero del latte, rimasto una volta ottenuta la coagulazione della caseina. Le lattoalbumine del siero coagulano in fiocchi e, fatti scolare in cestelli, costituiscono la ricotta. Nella sua composizione manca quindi la caseina. E' un alimento molto digeribile, adatto anche ai bambini molto piccoli e dalle particolari proprietà antiinfiammatorie, evidenti soprattutto in caso di gastriti, ulcere gastriche e duodenali, enteriti e coliti.

I formaggi fusi, sono ottenuti facendo fondere formaggi di scarto, con l'aggiunta di sali con la funzione di trattenere l'acqua e di rendere quindi omogeneo e morbidamente spalmabile il prodotto finale. Sono poi sterilizzati ad calore e addizzionati con sostanze conservanti come l'antibiotico nisina o il sorbato di potassio. I formaggi fusi sono alimenti da abbandonare.

 

U O V O . . .

L'uovo è costituito da due sostanze diverse: l'albume e il tuorlo.

Il primo è costituito da acqua e da proteine. Una di queste (l'ovoalbumina), se somministrata ai bambini sotto l'anno di età, è in grado di determinare fenomeni allergici come prurito, vomito, diarrea. Una parziale e sporadica eccezione può essere fatta per il tuorlo crudo, tenendo però presente la sua ricchezza in grassi. Il tuorlo infatti è ricco di proteine, ma ancor più ricco di grassi. Le proteine del tuorlo sono ad altissimo valore biologico, specialmente se consumate assieme all'albume: anche in questo caso consumare l'alimento nella sua integrità è meglio.

L'uovo contiene molti minerali e specialmente calcio, ferro, potassio, fosforo, ma anche cobalto e rame. Le vitamine maggiormente presenti sono la vitamina A (legata spesso agli alimenti colorati vivacemente in giallo e rosso) le vitamine B1 e B2 la vitamina PP e la biotina. Quest'ultima non può essere utilizzata dall'organismo se l'uovo è assunto crudo in quanto una proteina dell'albume l'avidina è in grado di inattivarla. La cottura dell'albume, oltre a renderlo più digeribile fa perdere all'avidina questa specificità.

La digeribilità dell'uovo è tanto maggiore quanto più l'uovo è fresco (cioè deposto da non più di una settimana e conservato in frigorifero a na temperatura massima di 4°C), ma dipende anche dal metodo di cottura. L'uovo più digeribile è quello cotto senza grassi, con l'albuma rappreso e il tuorlo morbido. Quando le uova invece sono cotte a lungo o fritte con grassi la digestione sarà molto lunga anche 3 ore.

L'uovo quindi per la sua digeribilità e per la sua ricchezza in preziose sostanze nutritive è un alimento adatto e consigliato a tutti, sani e malati. Un'unica eccezione va fatta: coloro che soffrono per la presenza di calcoli nelle vie biliari non lo devono consumare in quanto la sua ingestione può determinare un'energica e molto dolorosa contrazione della colecisti. Ovviamente è necessario non eccedere nel consumo: per una persona adulta bastano 3-4 uova alla settimana, per i bambini non più di un uovo alla settimana.

 

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