LE PULSAZIONI CARDIACHE

Le pulsazioni sono onde che iniziano dal cuore e si propagano, ogni volta che esso si contrae, attraverso il sistema arterioso. Le pulsazioni si possono rilevare ovunque vi siano grosse arterie (polso, tempia, gola, superficie dorsale del piede ecc.), tuttavia il punto più comunemente usato è il polso.

A questo proposito, per un calcolo corretto, si procede nel modo seguente:

  1. Si appoggia il dorso del polso, su cui si porta l'orologio, sul palmo dell'altra mano in modo da collocarlo nella forcella tra il pollice e l'indice.
  2. Si rilevano le pulsazioni col polpastrello del dito medio valutando:
  • la forza delle pulsazioni (maggiore è la forza, migliore è la forma);
  • l'espansione dell'arteria (quando si è in forma, l'arteria si espande maggiormente, apparendo più, morbida ed   elastica);
  • il ritmo delle pulsazioni (quando si è in forma, il ritmo diventa più regolare);
  • la frequenza delle pulsazioni (man mano che la forma migliora, la frequenza diminuisce).

Per determinare la frequenza è sufficiente contare il numero delle pulsazioni (iniziando con lo zero) in 10 secondi e moltiplicare successivamente per sei, allo scopo di ottenere la frequenza in un minuto. E' bene limitare il conteggio a soli 10 secondi soprattutto nel casi di misurazioni della frequenza al termine di un'attività fisica. Rilevamenti protratti per un periodo superiore risultano infatti falsati, poichè il ritmo cardiaco si riduce in breve tempo durante il riposo. A questo proposito è bene che la misurazione sia effettuata in movimento (passeggiando, facendo dei piegamenti sulle ginocchia ecc.) e non da fermi.

Le frequenze comprese tra le 50 e le 100 pulsazioni/minuto si considerano nei limiti della norma. Non è ancora nota la ragione per la quale il sesso femminile abbia pulsazioni leggermente superiori al sesso maschile. La frequenza del polso varia nelle 24 ore: il battito inferiore si registra quando si dorme da 6 ore; al risveglio aumenta di 5-10 battiti/minuto; durante il giorno aumenta ulteriormente, fino al momento di andare a letto, di 5 - 10 battiti/minuto. Il tasso di mortalità per uomini e donne con frequenza superiore a 95 battiti/minuto risulta mediamente quattro volte maggiore rispetto a coloro che hanno frequenza inferiore ai 65 battiti/minuto.

Frequenze cardiache al di sotto dei 40/50 battiti/minuto (bradicardia) possono essere dovute a disturbi di conduzione (gli impulsi nervosi faticano a passare attraverso i tessuti del cuore). Una frequenza di battiti/minuto superiore a 100 potrebbero essere dovuta a una condizione patologica (tachicardia) o a ragioni fisiologiche. Nel secondo caso la frequenza dei battiti potrebbero essere dovuta a emozioni, caffè e sigarette, febbre, attività fisica.

Emozioni. La frequenza è sensibile alle emozioni per cui gli emotivi raggiungono, a parità dei condizioni, più precocemente la soglia dell'affaticamento rispetto alle persone calme.

Caffè e sigarette. Caffeina e nicotina possono far salire la frequenza cardiaca fino a 10 battiti/minuto in più.

Febbre. Durante gli stati febbrili le pulsazioni aumentano mediamente di 8 battiti/minuto per ogni grado di temperatura superiore ai 37°C.

Attività fisica. Vi è una precisa relazione fra frequenza delle pulsazioni e intensità dell'attività fisica, come sintetizzato nella tabelle sotto. L'allenamento fisico rinforza il cuore (migliora la qualità del miocardio e aumenta la coordinazione delle fibre durante la sistole e la diastole) e consente di abbassare la frequenza cardiaca sia in stato di riposo sia di attività; ne consegue che il cuore lavora meno perchè lavora meglio. La frequenza del polso durante l'attività fisica non ha relazione con la frequenza in stato di riposo. Se, ad es. due atleti, a parità di allenamento, hanno a riposo, rispettivamente 60 e 80 pulsazioni/minuto ed effettuano una attività fisica moderata, raggiungono entrambe le 120 pulsazioni/minuto. A parità di pulsazioni si affatica di meno il cuore di chi compie l'attività più intensa. Consideriamo a questo proposito due persone che abbiano 100 pulsazioni/minuto: la prima a causa di un'attività fisica leggera e la seconda in stato di riposo. Il cuore della prima persona è sottoposto a un minor affaticamento (sforzo), perchè i muscoli in funzione durante la sua attività agevolano la circolazione del flusso sanguigno, mentre il cuore della seconda persona deve provvedere da solo a questa funzione.

Non vi è alcuna relazione tra frequenza cardiaca massima ed efficienza fisica. La media massima delle pulsazioni/minuto raggiungibili (ovvio durante un'attività fisica pesantissima) si desume approssimativamente sottraendo a 220 il numero degli anni della persona (in realtà si è giunti a registare, in casi rarissimi, fino a 230 pulsazioni/minuto). I motivi per i quali i massimi di frequenza si abbassano con l'età non sono ancora stati chiariti. La portata cardiaca (volume di sangue pompato dal cuore ogni minuto) può aumentare in due modi:

  • con l'aumento del volume di sangue pompato a ogni pulsazione;
  • con l'aumento della frequenza delle pulsazioni.

In una persona non allenata, il cuore è in grado di aumentare la portata in entrambi i modi, fino a 110 battiti/minuto. Dopo i 110 battiti/minuto la portata aumenta con la sola frequenza. Se un cuore è allenato, le sue fibre lavorano in modo coordinato e la portata cardiaca aumenta in entrambi i modi fino alle 140 pulsazioni/minuto. Oltre le 170/180 pulsazioni/minuto la portata cardiaca non aumenta neppure all'aumentare della frequenza; si raggiunge il limite del ritorno venoso al cuore.

Frequenza media delle pulsazioni
ragazzi
80-85
ragazze
80-90
uomini
70-75
donne
75-80

 

Pulsazioni e attività fisica
<90/minuto
leggerissima
90/minuto
molto leggera
100/minuto
leggera
110/minuto
molto moderata
120/minuto
moderata
130/minuto
abbastanza pesante
140/minuto
pesante
150/minuto
molto pesante
160/minuto
pesantissima

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